
PREMIO SCENARIO INFANZIA E ADOLESCENZA 2026 A BOLOGNA
IL RESOCONTO DI EOLO
Dal 28 al 31 Agosto, a Bologna, si è svolta nell’area della Manifattura delle Arti, la nona edizione di Scenario Festival, che ha avuto il suo nucleo centrale, come è costume della Kermesse, la finale del “Premio Scenario “, quest’anno dedicata alla Scena che si occupa del pubblico dell’ Infanzia e dell’ Adolescenza” giunto alla sua 11 edizione. Il concorso, rivolto a progetti originali e inediti, creati da Artisti e artiste under 35, provenienti da tutto il territorio nazionale, ha visto a Bologna la presentazione di 10 corti di venti minuti, scelti dopo un accurato monitoraggio dai soci dell’associazione Scenario, che organizza come ogni volta lo storico concorso con estrema cura la manifestazione. A Bologna i 10 finalisti sono stati presentati al pubblico che ha gremito le sale di Piazzetta Pasolini e alla qualificata Giuria del Premio, composta quest’anno da Antonio “Tony” Baladam, regista del Collettivo Baladam B-side, compagnia segnalata del Premio Scenario 2021 e del Premio Scenario infanzia 2022, Renata Coluccini , Regista, drammaturga, codirettrice artistica del Festival Segnali, Anna Giuriola, esperta di organizzazione e programmazione di teatro per le nuove generazioni e, per l’Associazione Scenario, dalla presidente Cristina Valenti e dal suo vice Jacopo Maj . La commissione ha assegnato rispettivamente il Premio al miglior progetto destinato ai nuovi spettatori bambini (dai 3anni) e quello al migliore destinato invece ai nuovi spettatori adolescenti (dagli 11 anni) proponendo rispettivamente anche due menzioni.
Ma il Festival non è stato solo attraversato dal Concorso ma ha visto anche nel Giardino del Cavaticcio la programmazione di spettacoli di gruppi emersi nel corso dei quasi quarant’anni anni di storia di Scenario : “Ti vedo la leggenda del basilico” di Manuela Dall'Aglio, “ Ciurma! “ di Sea Dogs Plus, “Il canto della sirena” di Emma Dante” “ Shamanika!” di Antonio “Tony” Baladam, oltre alle performance burattinesche del Teatro Medico Ipnotico che ha curato anche un originale spettacolo, inventato dai bambini che hanno partecipato al suo Laboratorio.
Accanto agli spettacoli, infatti, a corollario del Premio, sono stati programmati diversi laboratori : l’Osservatorio critico condotto da Fabio Acca, riservato agli studenti dell’Università di Bologna, il Tavolo critico coordinato da Stefano Casi. “Luce Nera” è stato invece il laboratorio creativo per bambine e bambini dai 5 ai 10 anni, condotto da Veronica Ambrosini e Patrizio Dall'Argine di Teatro Medico Ipnotico mentre “Nuovi Sguardi, il piccolo Osservatorio alla visione degli spettacoli rivolti a bambine e bambini dai 6 ai 10 anni e a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 18 anni condotto da Beatrice Baruffini che ha restituito i profondi pensieri dei partecipanti sulle performance di 20 minuti osservate durante i giorni del premio.
La Premiazione avvenuta il 4 Settembre è stata preceduta poi da un’originale Talk, affidato quest'anno, accompagnato sul palco anche Giacomo Tamburini, a Antonio “Tony” Baladam “, intitolato " Contro l'Infanzia", pervaso da paradossale poetica ironia, come accade sempre nei lavori dell’artista.
Vincitore del Premio Scenario infanzia 2026:
LA TIMIDEZZA DELLE CHIOME
di Nobile / D'Arrigo - Modena
“Un crepitio frastornante irrompe e affonda le sue radici nel buio della scena, dalla quale emerge lenta e inesorabile una pianta che è impassibile testimone del tempo. L’incontro con un arbusto è l’innesco narrativo per un racconto che germoglia e diventa storia di identità, radicamento e incontro.
Un’idea di teatro essenziale che procede per sottrazione e ricorre all’uso del corpo per generare un ambiente narrativo in grado di accogliere temi e ispirazioni universali, e dove il teatro fisico si mescola con naturalezza al teatro d’oggetti. Le chiome diventano foglie, il torace diventa tronco e le braccia si estendono come rami sporgenti.
Lo strumento della paura riferita al mistero della vita e a ciò che non si conosce si svincola e diventa risata catartica e meraviglia della scoperta. La compagnia Nobile / D’Arrigo affida all’elemento della lentezza la definizione metrica della narrazione e compone un consistente progetto sonoro per descrivere un mondo straordinario che appare distante ma che si rivela in strettissima connessione con quello umano, evidenziando sorprendenti affinità e similitudini. Il misterioso mondo vegetale incontra tematiche come l’accoglienza, le migrazioni dei popoli, il senso di appartenenza e il parassitismo, e ne svela l’urgenza agli sguardi del pubblico dell’infanzia con un progetto teatrale che attraversa la favola, la denuncia e la presa di coscienza.”
Premio Scenario adolescenza 2026:
BUGBUSTERS - ANALISI ENTOMOLOGICA DI UNA PROTESTA SILENZIOSA
Collettivo Crisi Collettiva - Crevalcore (BO)
“Bugbusters – analisi entomologica di una protesta silenziosa costruisce un teatro d’indagine sulla realtà contemporanea, affrontando il fenomeno degli hikikomori.
Lo spettacolo mette in dialogo due prospettive normalmente destinate a non incontrarsi: quella dei genitori, che cercano una causa da individuare e una soluzione da applicare, e quella dei figli, il cui isolamento diventa una forma estrema e silenziosa di comunicazione.
Le Metamorfosi di Kafka ispirano la metafora dell’insetto: una creatura rinchiusa nel proprio habitat, osservata dall’esterno come qualcosa di alieno e disturbante. A partire da un’indagine fondata su una corposa ricerca sul campo, i due performer, nelle vesti di disinfestatori, restituiscono in forma non rappresentativa i dati raccolti, decostruendo narrazioni stereotipiche e preconcette.
In una contemporaneità dominata dal marketing del “senza” – senza zuccheri, senza grassi, senza difetti – anche i genitori rischiano di applicare la stessa grammatica: eliminare il sintomo, cancellare l’ostacolo, rimuovere ciò che non si conforma.
Bugbusters rovescia questa prospettiva e ci costringe a chiederci se, prima di debellare ciò che ci appare estraneo, non dovremmo imparare ad ascoltarlo.”
MENZIONI SPECIALI
(in ordine di presentazione alla finale):
L’ACCHIAPPARATTI di Alessandro De Giovanni (Bologna)
“L’Acchiapparatti si distingue per la capacità di costruire un universo scenico misterioso e profondamente immersivo, in cui ogni elemento – spazio, suono, luce, gesto – concorre alla creazione di un’ambientazione curata e visionaria.
La ricerca attraversa la tradizione della fiaba europea, restituendone scenicamente le atmosfere, ma contemporaneamente la decostruisce, in modo sottile, piegandone i presupposti, in una riflessione complessa sulla natura del potere e sulla disobbedienza come atto di consapevolezza.
Nella città di Hamelin sono scomparsi i bambini e le bambine, e le persone del pubblico sono invitate dal sindaco a diventare nuovi cittadini. A partire da questo innesco, il patto narrativo diventa tangibile e materico, supportato da una sapiente progettazione e creazione di oggetti che rimandano allo stupore dell’immaginario fiabesco.
La riflessione tematica agisce sotterranea, infondendosi nell’esperienza diretta, e la potenza immaginativa dello spettacolo si mescola con la possibilità di una interpretazione complessa della realtà.”
IN LIMINE 200 BPM
di Collettivificio (San Giuliano Terme, PI)
“Il 430° anniversario del matrimonio di Romeo e Giulietta è l’occasione per riviverne le vicende attraverso il doppio binario di un concerto celebrativo dal sapore punk e un attraversamento letterale del testo, riscoperto nel suo battito ritmico originale.
Fra destrutturazione e riscoperta filologica, la forza del testo immortale si impone al di fuori della tradizione che ce l’ha consegnato, per riaffiorare nei monologhi dei personaggi minori e nella attualità di inserti biografici contemporanei, producendo continue vertigini di senso nel cortocircuito fra adolescenze distanti ma ugualmente appassionate e capaci di opporre le ragioni della disobbedienza a quelle dell’apatia e dell’accettazione.
Il lavoro di Collettivificio unisce talenti non ordinari: dalla trattazione del testo, ritradotto in endecasillabi in omaggio al pentametro inglese, alla composizione di brani musicali inediti a supporto drammaturgico dei nuclei narrativi, fino al sound design realizzato dal vivo.
Un dispositivo straniante, attraversato da note di nonsense e divertita ironia, a creare un gioco scenico che si manifesta come omaggio contemporaneo e come riscoperta dissacrante e sorprendete insieme di uno dei testi più noti e meno conosciuti del canone classico”
Ci troviamo assolutamente d'accordo con la Giuria che ha premiato per la “Sezione infanzia" senza dubbio il progetto più intrigante e ricco di suggestioni dei 10 proposti : “La timidezza delle chiome” su drammaturgia di Luca D’Arrigo e Nicoletta Nobile, che cura anche la Regia, dove Brigida Cesareo e Cristina Greco nella confacente atmosfera evocata dal progetto sonoro di Andrea Centonza, danno credibilmente vita a un vecchio albero annerito dallo smog e ad un curioso arbusto “infestante” nato da un seme portato dal vento che germoglia accanto a lui, in un’aiuola di una grande città. In modo tenero e ironico, il progetto è capace di catapultare il piccolo pubblico nell' universo vegetale che pur con grande difficoltà si sforza ancora di accoglierci e, nel contempo, riuscendo a parlarci di crescita e affrontando in modo interessante e originale il difficile tema della convivenza di nature diverse.
Abbuamo apprezzato molto anche “Re Mida”, ideato e diretto da Flavia Gramaccioni e Lèa Chanteau Eminenti, liberamente tratto dall’opera teatrale di Gianni Rodari “Storie di Re Mida" che, inserito in un apparato scenico tradizionale, irrorato da una sapida verve comica e paradossale, attraverso anche la resa attorale di tre ottimi interpreti, Massimo Bernardo Dolci, Flavia Gramaccioni, Beatrice Verzotti, interroga intelligentemente il pubblico di riferimento, in modo leggero sul valore dell’oro come simbolo di successo e ricchezza, ma anche sullo sfruttamento e la conseguente disuguaglianza che attanaglia il mondo contemporaneo.
“Born this snail" di Guido Sciarroni e Alessia Sala, utilizzando invece il linguaggio performativo, con l'intervento diretto sul palco dei bambini e delle bambine, pone alla loro attenzione il tema della fragilità e della diversità, mettendo in scena una tenera chiocciola, interpretata dallo stesso Sciarroni, che di mestiere espleta con grande fatica il mestiere rider.
FOTO DI MALI' EROTICO
IL RESOCONTO DI EOLO
Dal 28 al 31 Agosto, a Bologna, si è svolta nell’area della Manifattura delle Arti, la nona edizione di Scenario Festival, che ha avuto il suo nucleo centrale, come è costume della Kermesse, la finale del “Premio Scenario “, quest’anno dedicata alla Scena che si occupa del pubblico dell’ Infanzia e dell’ Adolescenza” giunto alla sua 11 edizione. Il concorso, rivolto a progetti originali e inediti, creati da Artisti e artiste under 35, provenienti da tutto il territorio nazionale, ha visto a Bologna la presentazione di 10 corti di venti minuti, scelti dopo un accurato monitoraggio dai soci dell’associazione Scenario, che organizza come ogni volta lo storico concorso con estrema cura la manifestazione. A Bologna i 10 finalisti sono stati presentati al pubblico che ha gremito le sale di Piazzetta Pasolini e alla qualificata Giuria del Premio, composta quest’anno da Antonio “Tony” Baladam, regista del Collettivo Baladam B-side, compagnia segnalata del Premio Scenario 2021 e del Premio Scenario infanzia 2022, Renata Coluccini , Regista, drammaturga, codirettrice artistica del Festival Segnali, Anna Giuriola, esperta di organizzazione e programmazione di teatro per le nuove generazioni e, per l’Associazione Scenario, dalla presidente Cristina Valenti e dal suo vice Jacopo Maj . La commissione ha assegnato rispettivamente il Premio al miglior progetto destinato ai nuovi spettatori bambini (dai 3anni) e quello al migliore destinato invece ai nuovi spettatori adolescenti (dagli 11 anni) proponendo rispettivamente anche due menzioni.
Ma il Festival non è stato solo attraversato dal Concorso ma ha visto anche nel Giardino del Cavaticcio la programmazione di spettacoli di gruppi emersi nel corso dei quasi quarant’anni anni di storia di Scenario : “Ti vedo la leggenda del basilico” di Manuela Dall'Aglio, “ Ciurma! “ di Sea Dogs Plus, “Il canto della sirena” di Emma Dante” “ Shamanika!” di Antonio “Tony” Baladam, oltre alle performance burattinesche del Teatro Medico Ipnotico che ha curato anche un originale spettacolo, inventato dai bambini che hanno partecipato al suo Laboratorio.
Accanto agli spettacoli, infatti, a corollario del Premio, sono stati programmati diversi laboratori : l’Osservatorio critico condotto da Fabio Acca, riservato agli studenti dell’Università di Bologna, il Tavolo critico coordinato da Stefano Casi. “Luce Nera” è stato invece il laboratorio creativo per bambine e bambini dai 5 ai 10 anni, condotto da Veronica Ambrosini e Patrizio Dall'Argine di Teatro Medico Ipnotico mentre “Nuovi Sguardi, il piccolo Osservatorio alla visione degli spettacoli rivolti a bambine e bambini dai 6 ai 10 anni e a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 18 anni condotto da Beatrice Baruffini che ha restituito i profondi pensieri dei partecipanti sulle performance di 20 minuti osservate durante i giorni del premio.
La Premiazione avvenuta il 4 Settembre è stata preceduta poi da un’originale Talk, affidato quest'anno, accompagnato sul palco anche Giacomo Tamburini, a Antonio “Tony” Baladam “, intitolato " Contro l'Infanzia", pervaso da paradossale poetica ironia, come accade sempre nei lavori dell’artista.
LA TIMIDEZZA DELLE CHIOME
Ecco dunque i corti vincitori e i menzionati con le rispettive motivazioni.
Vincitore del Premio Scenario infanzia 2026:
LA TIMIDEZZA DELLE CHIOME
di Nobile / D'Arrigo - Modena
“Un crepitio frastornante irrompe e affonda le sue radici nel buio della scena, dalla quale emerge lenta e inesorabile una pianta che è impassibile testimone del tempo. L’incontro con un arbusto è l’innesco narrativo per un racconto che germoglia e diventa storia di identità, radicamento e incontro.
Un’idea di teatro essenziale che procede per sottrazione e ricorre all’uso del corpo per generare un ambiente narrativo in grado di accogliere temi e ispirazioni universali, e dove il teatro fisico si mescola con naturalezza al teatro d’oggetti. Le chiome diventano foglie, il torace diventa tronco e le braccia si estendono come rami sporgenti.
Lo strumento della paura riferita al mistero della vita e a ciò che non si conosce si svincola e diventa risata catartica e meraviglia della scoperta. La compagnia Nobile / D’Arrigo affida all’elemento della lentezza la definizione metrica della narrazione e compone un consistente progetto sonoro per descrivere un mondo straordinario che appare distante ma che si rivela in strettissima connessione con quello umano, evidenziando sorprendenti affinità e similitudini. Il misterioso mondo vegetale incontra tematiche come l’accoglienza, le migrazioni dei popoli, il senso di appartenenza e il parassitismo, e ne svela l’urgenza agli sguardi del pubblico dell’infanzia con un progetto teatrale che attraversa la favola, la denuncia e la presa di coscienza.”
Premio Scenario adolescenza 2026:
BUGBUSTERS - ANALISI ENTOMOLOGICA DI UNA PROTESTA SILENZIOSA
Collettivo Crisi Collettiva - Crevalcore (BO)
“Bugbusters – analisi entomologica di una protesta silenziosa costruisce un teatro d’indagine sulla realtà contemporanea, affrontando il fenomeno degli hikikomori.
Lo spettacolo mette in dialogo due prospettive normalmente destinate a non incontrarsi: quella dei genitori, che cercano una causa da individuare e una soluzione da applicare, e quella dei figli, il cui isolamento diventa una forma estrema e silenziosa di comunicazione.
Le Metamorfosi di Kafka ispirano la metafora dell’insetto: una creatura rinchiusa nel proprio habitat, osservata dall’esterno come qualcosa di alieno e disturbante. A partire da un’indagine fondata su una corposa ricerca sul campo, i due performer, nelle vesti di disinfestatori, restituiscono in forma non rappresentativa i dati raccolti, decostruendo narrazioni stereotipiche e preconcette.
In una contemporaneità dominata dal marketing del “senza” – senza zuccheri, senza grassi, senza difetti – anche i genitori rischiano di applicare la stessa grammatica: eliminare il sintomo, cancellare l’ostacolo, rimuovere ciò che non si conforma.
Bugbusters rovescia questa prospettiva e ci costringe a chiederci se, prima di debellare ciò che ci appare estraneo, non dovremmo imparare ad ascoltarlo.”
MENZIONI SPECIALI
(in ordine di presentazione alla finale):
L’ACCHIAPPARATTI di Alessandro De Giovanni (Bologna)
“L’Acchiapparatti si distingue per la capacità di costruire un universo scenico misterioso e profondamente immersivo, in cui ogni elemento – spazio, suono, luce, gesto – concorre alla creazione di un’ambientazione curata e visionaria.
La ricerca attraversa la tradizione della fiaba europea, restituendone scenicamente le atmosfere, ma contemporaneamente la decostruisce, in modo sottile, piegandone i presupposti, in una riflessione complessa sulla natura del potere e sulla disobbedienza come atto di consapevolezza.
Nella città di Hamelin sono scomparsi i bambini e le bambine, e le persone del pubblico sono invitate dal sindaco a diventare nuovi cittadini. A partire da questo innesco, il patto narrativo diventa tangibile e materico, supportato da una sapiente progettazione e creazione di oggetti che rimandano allo stupore dell’immaginario fiabesco.
La riflessione tematica agisce sotterranea, infondendosi nell’esperienza diretta, e la potenza immaginativa dello spettacolo si mescola con la possibilità di una interpretazione complessa della realtà.”
IN LIMINE 200 BPM
di Collettivificio (San Giuliano Terme, PI)
“Il 430° anniversario del matrimonio di Romeo e Giulietta è l’occasione per riviverne le vicende attraverso il doppio binario di un concerto celebrativo dal sapore punk e un attraversamento letterale del testo, riscoperto nel suo battito ritmico originale.
Fra destrutturazione e riscoperta filologica, la forza del testo immortale si impone al di fuori della tradizione che ce l’ha consegnato, per riaffiorare nei monologhi dei personaggi minori e nella attualità di inserti biografici contemporanei, producendo continue vertigini di senso nel cortocircuito fra adolescenze distanti ma ugualmente appassionate e capaci di opporre le ragioni della disobbedienza a quelle dell’apatia e dell’accettazione.
Il lavoro di Collettivificio unisce talenti non ordinari: dalla trattazione del testo, ritradotto in endecasillabi in omaggio al pentametro inglese, alla composizione di brani musicali inediti a supporto drammaturgico dei nuclei narrativi, fino al sound design realizzato dal vivo.
Un dispositivo straniante, attraversato da note di nonsense e divertita ironia, a creare un gioco scenico che si manifesta come omaggio contemporaneo e come riscoperta dissacrante e sorprendete insieme di uno dei testi più noti e meno conosciuti del canone classico”
BUGBUSTERS
Come detto, pur nella varietà degli accenti e dei linguaggi, meno coinvolgente, a nostro avviso, è stata la sezione dedicata al pubblico degli adolescenti, dove solitamente il Teatro per le nuove generazioni italiano si trova invece maggiormente a proprio agio, anche se alcuni progetti toccano con sincerità le fragilità di una generazione che si sta formando alla vita, come accade per esempio nel vincitore della sezione ”Bugbusters -analisi entomologica di una protesta silenziosa” e in “Jo come Jo”. I due frammenti teatrali si soffermano su due problematiche che coinvolgono spesso le nuove generazioni: il volontario isolamento e l'identità di genere.“Bugbusters-analisi entomologica di una protesta silenziosa”, ispirandosi a “Le Metamorfosi” di Kafka, attraverso le figure metaforiche di due “I Bugbusters”, interpretati da Elia Montanari e Beatrice Zanin, un duo di spietati disinfestatori che si occupano di scarafaggi, mette in luce il fenomeno dei “Hikikomori", adolescenti che ogni giorno in Italia decidono di compiere una protesta silenziosa, rintanandosi nelle mura di una stanza. Tra analisi documentaristiche ed immagini di poetica intensità, il progetto si muove con forza e sincerità nel comunicare il disagio di questi ragazzi e ragazze.
“Jo come Jo” tratta invece, pur con qualche ingenuità e anche qua utilizzando video proiezioni, l’argomento dell’identità di genere e dell’affermazione del sé, mettendo in scena Jo, un'adolescente genderfluid, socializzata donna, alle prese con tutte le problematiche che caratterizzano l’adolescenza nell'affermazione di sé e nel rapporto con gli altri e il mondo esterno. Più arduo capire dove vuole arrivare “Le fantasmagoriche avventure di Mucca e Gatto” che, con la presenza in scena dei due personaggi antropomorfizzati, rimanda in modo parossistico a un processo intentato contro una bambina che aveva denuciato in un tema scolastico lo sfruttamento degli animali di allevamento. Infine ecco il Menzionato “Limine 200 bpm” di Collettivificio che utilizza l'iconica storia di Romeo e Giulietta con tanto di metrica shakespeariano per celebrare il 430° anniversario del loro matrimonio creando, tra concerto e teatro, una sorta di omaggio punk alla possibile disobbedienza. Così dirsi “per sempre” a quattordici anni, come accade nella celebre tragedia, diventa un atto di valenza politica. Il gruppo teatrale pisano inoltre ha condotto anche un'analisi sulla tematica proposta confrontandosi con i giovani del territorio.
------Ci troviamo assolutamente d'accordo con la Giuria che ha premiato per la “Sezione infanzia" senza dubbio il progetto più intrigante e ricco di suggestioni dei 10 proposti : “La timidezza delle chiome” su drammaturgia di Luca D’Arrigo e Nicoletta Nobile, che cura anche la Regia, dove Brigida Cesareo e Cristina Greco nella confacente atmosfera evocata dal progetto sonoro di Andrea Centonza, danno credibilmente vita a un vecchio albero annerito dallo smog e ad un curioso arbusto “infestante” nato da un seme portato dal vento che germoglia accanto a lui, in un’aiuola di una grande città. In modo tenero e ironico, il progetto è capace di catapultare il piccolo pubblico nell' universo vegetale che pur con grande difficoltà si sforza ancora di accoglierci e, nel contempo, riuscendo a parlarci di crescita e affrontando in modo interessante e originale il difficile tema della convivenza di nature diverse.
Abbuamo apprezzato molto anche “Re Mida”, ideato e diretto da Flavia Gramaccioni e Lèa Chanteau Eminenti, liberamente tratto dall’opera teatrale di Gianni Rodari “Storie di Re Mida" che, inserito in un apparato scenico tradizionale, irrorato da una sapida verve comica e paradossale, attraverso anche la resa attorale di tre ottimi interpreti, Massimo Bernardo Dolci, Flavia Gramaccioni, Beatrice Verzotti, interroga intelligentemente il pubblico di riferimento, in modo leggero sul valore dell’oro come simbolo di successo e ricchezza, ma anche sullo sfruttamento e la conseguente disuguaglianza che attanaglia il mondo contemporaneo.
“Born this snail" di Guido Sciarroni e Alessia Sala, utilizzando invece il linguaggio performativo, con l'intervento diretto sul palco dei bambini e delle bambine, pone alla loro attenzione il tema della fragilità e della diversità, mettendo in scena una tenera chiocciola, interpretata dallo stesso Sciarroni, che di mestiere espleta con grande fatica il mestiere rider.
Siamo molto curiosi di sapere poi come finisce “L’Acchiapparatti “ di Alessandro De Giovanni, il progetto che si è aggiudicata la menzione speciale della giuria che si ispira alla famosa leggenda dei bambini scomparsi di Hamelin, in Germania.
Andrea Mattei, che già conoscevamo per l'ottima resa dell' “Isola dei Ciccioni felici “, interpretando il sindaco della città con ottima resa teatrale riesce ad immergerci in un'atmosfera cupa, foriera di possibili esiti inaspettati.
Colmi di suggestioni anche gli ultimi due progetti “Punta & Clicca” – Storia di un’amicizia a pixel scritto, diretto e interpretato da Asia Correra che mette in scena il tenero rapporto tra una bambina Monica che ha l'abitudine di rompere tutte le matite che le capitano sotto mano lo schermo e il cursore del mouse, e “Polka miseria”, originale connubio tra teatro e musica, anche se non ancora risolto, agito in scena da un quintetto di Ottoni con la regia di Pietro Cerchiello.
MARIO BIANCHI
FOTO DI MALI' EROTICO


